Realismo romano

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Malgrado l’ opinione comune, tra gli storici dell’arte ,che i romani abbiano scopiazzato dai greci, dal punto di vista artistico, bisogna riconoscere all’arte romana due operazioni fondamentali :

  • Prima di tutto, ci hanno tramandato la memoria dell’arte greca attraverso opere statuarie in marmo, copie di originali greci andate perdute, soprattutto in bronzo .Se non ci fossero stati i romani, non avremmo conosciuto Lisippo, Prassitele, per citarne alcuni più famosi e tantissimi altri.
  • Seconda cosa, il realismo raggiunto dalla ritrattistica romana nell’arte scultorea, azzarderei dire ,che non ha uguali nell’arte greca, per quanto i greci abbiamo raggiunto un livello di eccellenza altissimo .I greci sono sempre tendenti o all’ idealizzazione o alla esagerazione, al pathos, alla drammaticità. I romani sono uomini concreti, con i piedi a terra e quindi nelle opere di ritrattistica rispecchiano questa loro propensione

Ecco alcuni esempi che ho trovato gironzolando per i Musei Vaticani e Capitolini a Roma :

 

I primi due esempi, la testa di dace del II sec. d. c età trainea e il bronzo Guinio Basso IV sec ac., primo console romano.

Opera preziosissima in quanto non si trovano esempi così antichi soprattutto in bronzo. Se abbiamo perduto le opere greche, è perché il bronzo veniva rifuso per creare altre opere, il vecchio che veniva sostituito dal nuovo.

Le foto successive sono riprese dal Sarcofago di Portonaccio, quartiere romano all’inizio della via Tiburtina.

In questo bassorilievo ci sono tutta una serie di ritratti, non ho dubbi che anche i romani usassero modelli veri per fare queste opere .

Due soldati romani, un gruppo, formato dal cavallo, soldato romano e un nemico, ripreso nella foga della battaglia .

Un po’ brutale ma sorprendentemente realistico; una mamma con bambino spaventata, bloccata dal terrore provocato dall’impeto della guerra; un barbaro asservito e rassegnato e infine l’opera intera, che come avete potuto costatare riporta una battaglia tra romani e barbari, datata 180 d.c.

La scena di battaglia è inquadrata da una coppia di barbari per lato, uomini dallo sguardo afflitto e rassegnato al potere incontrastato del popolo romano. Siamo in un momento di piena espansione dell’impero romano. Tuttavia da lì a breve, inizieranno i guai per i ns romani e avrà luogo un lento declino.

Sono opere dalla grande forza espressiva, opere che, vederle dal vivo, fanno scorrere un brivido lungo la schiena; ho la sensazione, guardandole, che possano uscire da un momento all’altro dalla pietra fredda o dal metallo per diventare uno di noi.

Alla prossima !!!

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Sabrina Grendene

Dopo anni di esperienza nel settore abbigliamento , sono pronta a dare una svolta alla mia vita professionale. Sono laureata in storia e tutela dei beni artistici e musicali e vorrei entrare nel mondo dei beni culturali , allo studio e conservazione degli stessi . Vorrei svolgere un lavoro che mi consenta di dedicarmi alla passione di una vita .

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